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eG8: la montagna partorì il topolino

Era inevitabile che finisse così, con un nulla di fatto. L’eG8 convocato alle Tuileries dal presidente francese Nicolas Sarkozy per imporre una regolamentazione governativa globale della rete, si è concluso senza un documento finale da sottoporre al G8 di Deauville. Potremmo dire che ci è andata bene, perché gli intenti censori di Sarkozy sono stati frustrati sul nascere, ma è evidente che l’internet dei diritti, del libero accesso, della democrazia digitale, della Net Neutrality, è nel mirino dei potenti della Terra.

Battono sul tasto della (giustissima) lotta alla pedopornografia, alla criminalità, alla violazione del diritto d’autore, al terrorismo, per avere mano libera sul controllo degli utenti, per fare della rete un immenso centro commerciale e basta, luogo di consumo e sciocchezzaio.

L’eG8 ha dedicato soltanto un’ora – un’ora! – all’Electronic Freedom, al dibattito su Internet come strumento di libertà. C’erano rappresentanti di Google e Twitter,  l’attivista egiziana Nadine Wahab, lo stratega geek della diplomazia americana Alec Ross, il segretario generale di Reporters sans Frontières, Jean-Francois Julliard, e i giornalisti Hassan Fattah (Emirati Arabi Uniti) e Jamal Khashoggi (Arabia Saudita).

“Prima ancora di parlare di regolamenti, diritti d’autore o scambio economico – ha detto Jean-Francois Julliard – si deve garantire che Internet rimanga uno spazio libero.  Se non si scioglie questo nodo non si va da nessuna parte. Ci sono sessanta paesi che adottano la censura. A parole i governanti dicono di voler  difendere la libertà online, ma poi quegli stessi paesi adottano leggi restrittive”. Chiaro il riferimento alla Francia, e non solo.

L’incontro sull’Electronic Freedom non ha fatto notizia, rispetto alle passerelle dei big delle grandi aziende digitali. L’eG8 è stato un fallimento, per fortuna, ma ci riproveranno.

AGGIORNAMENTO 27 MAGGIO 2011

A quanto pare, il documento finale è stato partorito:

“Il sostegno allo sviluppo di Internet, alla protezione dei dati e ad un uso etico della rete fanno parte del capitolo dedicato a Internet nel documento finale del G8 di Deauville, ottenuto dall’ANSA.

Nella dichiarazione sulla rete, che per i Paesi del G8 e’ “diventata essenziale per le nostre societa’, economie e per la loro crescita”, c’e’ spazio anche per un incoraggiamento allo sviluppo della banda larga e alla protezione della proprieta’ intellettuale.

Per i paesi del G8, che per la prima volta hanno dedicato una parte delle loro riunioni ai problemi di Internet, ”l’apertura, la trasparenza e la liberta”’ del web sono state ”chiavi del suo sviluppo e del suo successo”. Insieme ai principi della ”non discriminazione e della corretta competizione, devono continuare ad essere una forza essenziale per il suo sviluppo”. Nel documento viene affermato che ”liberta’ e sicurezza, trasparenza e rispetto per la confidenzialita’, cosi’ come l’esercizio dei diritti individuali e la responsabilita’ devono essere contemporaneamente garantiti”.

E’ indispensabile salvaguardare la ”liberta’ di opinione”, si legge nella dichiarazione finale, e ”ogni censura o restrizione arbitraria o indiscriminata all’accesso ad Internet e’ incompatibile con gli obblighi internazionali degli stati ed e’ inaccettabile”. Il G8 ”si impegna” a incoraggiare ”l’uso di Internet come strumento per far avanzare i diritti umani e la partecipazione democratica in tutto il mondo”. ”L’accesso su banda larga – dicono ancora gli otto Grandi – e’ un’infrastruttura essenziale per la partecipazione all’economia attuale” e si incoraggiano le ”opportunita’ emergenti” come la ‘nuvola internet’, e i social network.

C’e’ poi il capitolo legato alla ”protezione della proprieta’ intellettuale”, in particolare ”il copyright, i marchi riservati e i brevetti”, tutti aspetti per i quali il G8 riconosce ”la necessita’ di avere leggi nazionali e regole”.

La privacy, la sicurezza del web e dei servizi on line richiede ”coordinamento fra i governi, fra le organizzazioni regionali e internazionali, il settore privato e la societa’ civile”. Analoga vigilanza deve essere mantenuta per far fronte agli attacchi, alla pirateria e alla proliferazione di virus e attivita’ di sabotaggio.

La dichiarazione fa appello a tutti quelli che fanno parte del mondo del web a ”combattere l’uso di Internet nel traffico dei bambini e nel loro sfruttamento sessuale” e ”riconosce l’importanza di un accesso rafforzato alla rete per i paesi in via di sviluppo”.

Fonti: L’Express, Le Monde, Le Point, La Quadrature du Net


Twitter: @pinobruno

  • Dire che l’avevamo detto più volte è divenuta una noiosa ripetizione ma quando questo concetto è ridefinito in un importante consesso come e-G8 Internet ripetuto da un personaggio come Eric Schmidt (Google), che si è mostrato contrario all’interventismo governativo dicendo testualmente: “La tecnologia si muove così velocemente che i governi non dovrebbero neanche provare a regolare il settore che cambia troppo rapidamente" Dire l’avevamo già detto è un rafforzare un concetto che dovrebbe essere chiaro a tutti. Malgrado queste saggie enunciazioni vedi anche : http://www.cittadininternet.it/?p=260 (Bassanini), i nostri governanti che fanno da un lato approvano un CAD Codice dell’amministrazione digitale pieno di rinvii a regolamenti tecnici (http://www.digitpa.gov.it/amministrazione_digitale) di fatto bloccando le più buone intenzioni di rinnovare regole vecchie e non più applicabili da un altro demandando a DIGIPA la messa in pista di regolamenti tecnici che quando arriveranno, se arriveranno, saranno obsoleti. Il contrario di tutto per l’appunto

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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