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Wikileaks: sito oscurato. Appello su Twitter. Accessibile via IP

Il sito di Wikileaks è in crash. La societa’ Usa che gestisce i domini su Internet ha rimosso dalla rete l’indirizzo Wikileaks.org in seguito a una massiccia offensiva di pirateria informatica. “Il dominio Wikileaks.org e’ stato eliminato da ‘everydns.net’ dopo asseriti attacchi di massa”, ha riferito su Twitter il sito fondato da Julian Assange.  Per collegarsi bisogna accedere agli indirizzi IP 88.80.13.160 e 213.251.145.96, che portano a server svizzeri.

Wikileaks ha lanciato un appello via Twitter, con un link a un sito di donazioni e la scritta”Manteneteci forti”. Un comunicato sul sito di everydns.net, uno dei più grandi siti che forniscono gratuitamente domini Internet, ha reso noto che dalle 4 del mattino ora italiana i servizi per il dominio di Wikileaks sono terminati “in base alle regole sul corretto uso” dei servizi, a causa di una serie di attacchi informatici che potrebbero mettere a rischio l’accesso agli altri 500mila siti gestiti.

 In precedenza, Wikileaks era stato sfrattato dai sistemi di Amazon.Com e da Tableau Software, la compagnia che aveva realizzato e pubblicato i grafici dei cablogrammi diplomatici Usa. Amazon.Com ha motivato il provvedimento con la violazione del contratto per quanto riguarda l’uso “responsabile” degli strumenti, ma ha negato che sia dovuto a pressioni politiche o agli attacchi informatici che, ha sottolineato, “erano stati respinti con successo”.

Joe Lieberman, presidente della Commissione del Senato americano sulla sicurezza nazionale, aveva chiesto chiarimenti sui legami tra Amazon.com e Wikileaks. Tableau Public, un servizio gratuito che permette di mettere in rete grafici e dati, ha spiegato che si è trattato di una decisione “non facile” presa perché’ è risultato che Wikileaks “non aveva il diritto di divulgare” quei file. Tuttavia ha ammesso che le pressioni esercitate da Lieberman hanno avuto un ruolo.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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