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Banda Larga: Oxford boccia l’Italia

Per fortuna abbiamo il sole, il mare, Pompei, gli spaghetti e la pizza, perché ogni volta che vien fuori una classifica sulla qualità delle infrastrutture tecnologiche del nostro paese c’è da star male. E pure la pizza resta sullo stomaco. Questa volta la bocciatura arriva dalla Saïd Business School, Oxford University e riguarda, di nuovo, la banda larga. Meglio di noi stanno Cipro, Romania e Malta. La Saïd Business School dell’Università di Oxford ha analizzato i risultati di più di 24 milioni di test in 72 Paesi e 239 città, fatti tra maggio e giugno 2010 con il tool del www.speedtest.net

Una delle tabelle dello studio della Saïd Business School dell’Università di Oxford (cliccare per ingrandire)

I Paesi che soddisfano i requisiti per avere tutti i principali servizi offerti da Internet sono 48, ma solo 14 sono quelli pronti per le applicazioni del domani e, tra questi, non c’è l’Italia. Il nostro Paese resta agli ultimi posti (26/ma posizione) nella classifica ‘ridotta’ dei best 30, con un broadband quality score pari a 72 punti, in leggero miglioramento rispetto ai 68 del 2009 e ai 63 del 2008.

La distanza dal podio è enorme: la Corea del Sud, che guida la graduatoria per il quarto anno consecutivo, totalizza 157 punti e assicura la banda larga al 100% della popolazione. E’ seguita da Hong Kong con 118 e dal Giappone con 116 punti. Davanti all’Italia ci sono Estonia, Cipro, Lituania, Romania e Malta.

L’Italia non riesce a piazzare neanche una città tra le 38 con una qualità di banda sufficiente per diventare comunità intelligenti e sempre connesse: ce ne sono 18 europee, ma nessuna nella penisola del sole, del mare, degli spaghetti, della pizza e di Pompei.

I risultati del terzo studio annuale della Saïd Business School dell’Università di Oxford sono in questa pagina.

(Fonti: Ansa, Saïd Business School, Oxford University)


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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